Il Network Marketing e la Ruota del Criceto

Dalla scrivania di Gianvito Vitabile

Argomento di oggi.

Il Network Marketing e la Ruota del Criceto.

Il Network Marketing e la Ruota del Criceto

Da che mondo e mondo tutto si basa sui soldi e a pensarci bene forse si stava meglio con il baratto.

Ma d’altronde nel sistema sociale odierno ci hanno sempre insegnato che la giusta cosa da fare sia studiare, magari prendersi una bella laurea, mettere su famiglia e poi godersi la pensione.

Non sto dicendo che tutto questo è sbagliato ma dico che a mio modesto parere questa era una di quelle cose che si poteva fare 30 / 40 anni fa.

Io sono siciliano e mi piace sempre andare a ricercare la storia dei miei genitori e dei miei nonni.

La sicilia è famosa per l’agricoltura, il turismo, la pesca e per me è un grande vanto essere nato qui.

Sono stato fortunato, in quanto bagnato dal mare e accarezzato dal sole.

Ma il punto non è questo.

Il punto è che tanti anni fa si stava meglio.

Si aveva meno è vero, ma si viveva meglio.

Non c’era telefono.

Ci si vedeva più spesso.

Io che sono un classe ‘89 sicuramente sono una delle poche generazioni che dopo essere tornato a scuola e pranzato andavo a trovare i miei amici.

Il telefono c’era ma si usava poco o niente semplicemente si prendeva la bici e si andava direttamente a casa dell’amico.

Ora tutto è cambiato e presto o tardi se non ci adeguiamo verremo risucchiati dentro il vortice di questo cambiamento che volente o nolente andrà avanti con o senza di noi.

Come si dice, uomo avvisato mezzo salvato no?

E questo è lo scopo di quello che voglio dirti oggi.

Purtroppo non ce ne rendiamo conto ma siamo dentro una ruota del criceto.

Finita la scuola (che consiglio a tutti di fare) andiamo alla ricerca di un lavoro.

Al giorno d’oggi trovare un lavoro è pura utopia basta pensare che lo stato per aiutare le persone ha istituito il reddito di cittadinanza per sostenere le persone meno abbienti.

Come dire, fai una vita di studiare tecnico informatico e poi invece ti devi accontentare del primo lavoro che trovi, come il lavapiatti.

(E quest’ultimo non è un esempio inventato ma un esempio toccato con mano e provato in prima persona da me stesso.)

Quindi cosa facciamo noi?

Cos’è questa ruota del criceto?

Altro non è che un circolo vizioso in cui siamo dentro da quando siamo nati ma di cui non ci rendiamo conto.

Studia, trovati un lavoro, sposati e poi vai in pensione.

Si tutto giusto, ma 30 anni fa quando trovare lavoro era molto più facile e si andava in pensione molto prima di oggi (ricordo che oggi si va in pensione a 67 anni dopo 40 anni di contributi).

Per i giovani di oggi che futuro c’è?

La verità dei fatti è che chi ha l’età mia (32 anni) andrà in pensione quando saremo belli che rinsecchiti e sicuramente non a 67 anni visto che l’età media per andare in pensione non fa altro che aumentare anno dopo anno.

Facciamo prima a morire che andare in pensione.

Cosa fare quindi?

Bisogna capire cos’è la ruota del criceto e uscirne.

Alcuni esempi?

Ti alzi tutti i giorni alle 7 per andare a lavoro.

Alle 14 pausa pranzo o un panino di corsa e poi torni a lavoro fino alle 19.

Torni a casa, mangi, vai a dormire e il giorno dopo di nuovo così per 40 anni e finché magari il tuo capo non ti da qualche giorno di ferie.

Non dimenticare inoltre che non stai lavorando per i tuoi sogni, ma per i sogni di altri.

Attenzione però perché potrebbe anche capitare che un bel giorno ti svegli vai a lavoro e trovi i cancelli chiusi come succede ormai molto spesso (non so se hai visto ultimamente in tv ma praticamente se ne parla tutti i giorni).

Ti immagini a 50 anni andare a lavoro e vedersi i cancelli chiusi?

E il mutuo ora chi lo paga?

Non trovano lavoro i 20 anni pensa chi prenderebbe un 50 enne.

Ma non finisce qui.

Oggi ho visto un bel video e voglio condividere con te il suo messaggio.

La tecnologia negli ultimi 20 anni ha fatto dei passi da gigante.

Basti pensare che prima avere un telefono era un lusso ora invece lo hanno tutti alcuni anche più di uno.

In questo video che ho visto oggi c’è proprio un esempio di come la tecnologia stia “rubando” il lavoro all’uomo.

Ti racconto.

C’è una fabbrica in cui vengono prodotti dei pezzi per computer e un rullo con 3 operai.

Il rullo cammina e i 3 operai hanno il compito di guardare i pezzi se sono fatti bene.

Passa mezz’ora e arriva il capo e chiama il primo operaio.

Dopo 5 minuti al posto del primo operaio arriva un robot che con voce metallica saluta i suoi due nuovi colleghi e fa “Buongiorno”.

Ritorna il capo e chiama il secondo operaio.

E indovina, dopo 5 minuti a posto dell’operaio arriva un robot che saluta anche lui i suoi nuovi colleghi con voce metallica e fa “buongiorno”

Adesso immaginati la scena, il rullo, e due robot con in mezzo l’unico operaio essere umano ancora lì.

Passano 5 minuti e rullo di tamburi a posto del capo viene un robot che chiama l’ultimo operaio per licenziarlo e alla fine diventano tutti robot.

Fine della storia.

Triste vero?

Se ci pensi in realtà nelle aziende che si evolvono e investono nella tecnologia non c’è nulla che non va.

Anzi.

Se non investissero in tecnologia saremmo ancora all’età della pietra.

Invece i progressi ci portano indubbiamente a migliorare il nostro stile di vita anche se indubbiamente ci sono molte persone che per questo motivo perdono il loro lavoro.

Lavoro che magari credevano di avere per tutta la vita e con il quale hanno costruito le basi per fare una famiglia.

Di chi è la colpa?

Dell’azienda?

Assolutamente no, le aziende non sono mica delle onlus.

Molto meglio prendere un robot che non si lamenta, non chiede aumenti, ferie, ecc. ecc. che una persona tradizionale non trovi?

Costa meno e produce di più.

Alla fine alle aziende è questo che interessa il profitto.

Cosa fare quindi?

Svegliarsi, capire che il mondo del lavoro sta cambiando e cambiare insieme a lui prima che sia troppo tardi.

Oggi è ancora presto e sei ancora in tempo per creare un piano b e non ritrovarti con le braghe calate un giorno.

Esci dalla ruota del criceto, puoi farcela.

Contattami e vedrai quant’è bello e vasto il mondo fuori dalla ruota.

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